La lepre e le rane

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La lepre e le rane, una favola di La Fontaine con due morali

La lepre e le rane è una favola di La Fontaine, ripresa da “Le lepri e le ranocchie” di Esopo. In questa versione, leggerete una storia un po’ rielaborata. Il succo, però, rimane lo stesso! Lasciatevi coinvolgere da una lepre un po’ paurosa e dalle timidissime rane.
Impariamo con le favole: ascoltiamo.

la lepre e le rane

La lepre e le rane

la lepre e le raneUna lepre un po’ fifona passeggiava lentamente in mezzo a un grande prato, lamentandosi di come fosse ingiusta la sua vita.
“Noi lepri siamo costrette a vivere nella paura. Gli uomini ci cacciano, per farci in salmì. I cani ci rincorrono. Le aquile possono scendere in picchiata e portarci via dalla prateria”
Fece un grande sospiro, poi continuò: “Quale animale può essere più infelice di noi lepri? Di sicuro siamo le creature più paurose e sfortunate del mondo! Dobbiamo sempre nasconderci e scappare”.

Mentre finiva di dire tra sé queste parole, udì un fruscìo tra l’erba. Spaventata, corse via con tutta la velocità che aveva nelle sue lunghe zampe, fino a che non giunse a uno stagno.
“Qui sarò al sicuro”, pensò.

la lepre e le rane

la lepre e le ranocchieAlcune rane gracidavano tranquille sulla riva dello stagno. Appena notarono la lepre, venne a tutte la pelle d’oca (esatto, anche se erano delle rane…)
“CRAK! Che paura! CRACK”, esclamarono in coro, e si tuffarono subito in acqua.

La lepre a quella vista spalancò gli occhi sorpresa. “Possibile che quelle rane si siano tuffate per colpa mia? Allora non sono l’animale più pauroso del mondo! Le rane sono messe molto peggio delle lepri…”.

Con questa piccola avventura, la lepre capì che non era l’unica ad avere problemi e paure, ma tutti gli animali -come le persone- hanno i propri timori e pericoli. 

La lepre e le rane: morale della favola…

Qual è la morale de “La lepre e le rane”? Questa favola di Esopo (“Le lepri e le ranocchie”) ripresa in rima da Jean de La Fontaine può avere due spiegazioni:

1) La prima morale è quella di non essere tristi di fronte alle difficoltà. Se ci guardiamo attorno, possiamo accorgerci che c’è sempre chi sta peggio di noi e che in fondo siamo fortunati, rispetto ad altri. In questa favola, la lepre ha capito che la rana, più piccola e indifesa, vive una vita ancora più difficile della sua!

2) La seconda morale de “La lepre e le rane” è più nascosta. La storia ci insegna che non dobbiamo avere paura degli altri, perché a volte non c’è ragione di essere spaventati. Se la rana avesse conosciuto la lepre, avrebbe capito che era un animale innocuo, che non le poteva fare alcun male.
Prima di giudicare una persona, bisogna conoscerla bene. Solo così possiamo farci una reale opinione su di lei.

Voi che ne dite? Quale delle due morali vi sembra la più convincente o la più educativa?

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