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L'uccellino aquilone

l'uccellino aquilone
aprile 19, 2017

L’uccellino aquilone

L’uccellino aquilone: favola inedita per bambini e per chi sogna la libertà

l'uccellino aquilone

L’uccellino aquilone

di Alessia Pellegrini

Un giorno Otto stava giocando da solo in giardino, sotto il grande albero. A un certo punto, un rumore attirò la sua attenzione.
SBAM

Guardò a terra e lo vide: era un uccellino piccolo piccolo.

“Sei caduto dal tuo nido?”, chiese Otto.
“Cip”, rispose l’uccellino.

Da quel momento divennero amici.
L’uccellino era troppo piccolo per poter tornare al suo nido tra i rami: non aveva ancora imparato a volare.

“Vedrai che anche camminare non è così male”, gli disse Otto.
“Cip?”, chiese l’uccellino.

Ma le cose non andarono esattamente come Otto sperava: l’uccellino era troppo piccolo e per strada la gente rischiava di investirlo, spingerlo e urtarlo.
“Cip Cip Cip!”, si lamentava l’uccellino.

Allora Otto decise che gli avrebbe insegnato a volare.

“Faremo come quando volano gli aquiloni”, gli spiegò.
“Cip”, rispose l’uccellino.

Quindi Otto prese la sua cassetta delle cose speciali, tirò fuori un pezzo di filo abbastanza lungo e lo legò a una zampetta dell’uccellino. Prima però gli chiese: “Posso?”.
“Cip…”, rispose esitante l’uccellino.
Otto legò il filo alla zampetta in modo delicato, senza stringere troppo.

“Adesso potrai volare come un uccellino aquilone! Lasciati trasportare dal vento”.
L’uccellino aveva un po’ paura, ma quando fu in aria… Incredibile! Il vento lo trasportava qua e là, come se volasse. La mano del suo amico bambino teneva l’altro capo del filo e così lui si sentiva al sicuro.

Giorno dopo giorno Otto e il suo uccellino aquilone si divertivano a correre per i campi, attraversare la campagna, uno camminando e l’altro volando.
Erano molto legati uno all’altro.

Un giorno, però, accadde qualcosa. Tirava un forte vento e l’uccellino non era più così leggero, come quando era caduto dal suo nido sull’albero. Era diventato più grande e più paffuto.
Otto faceva fatica a tenere il filo; il vento sembrava volerglielo strappare di mano!
Alla fine, una folata più forte delle altre ebbe la meglio: Otto lasciò andare il filo.
“Uccellino!”, gridò spaventato.
“Cip?”, chiese l’uccellino, che non si era accorto di niente.

Otto lo guardò con grande sorpresa.
“Uccellino! Uccellino! Stai volando, stai volando da solo!”
Solo allora l’uccellino si accorse che Otto aveva lasciato il filo e che non era il vento a farlo volare, ma le sue ali diventate forti e grandi.
“Cip Cip Cip!”, ringraziò dall’alto l’uccellino.

Quella fu l’ultima volta che si videro.
Anche senza il filo, però, Otto e l’uccellino aquilone rimasero per sempre legati.

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Comments


  1. micol

    aprile 20, 2017 at 3:41 pm Rispondi

    con piacere carissima Alessia abbiamo inserito il link della tua favola nel post aquiloni a primavera nel blog di progetto infanzia. grazie
    http://www.progettoinfanzia.net/aquiloni-a-primavera/

    Rating: 5.0. From 1 vote.
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    1. leggimiancora

      aprile 22, 2017 at 11:38 am Rispondi

      Grazie mille, ne sono onorata. A rileggerci presto! :-*

      Rating: 5.0. From 1 vote.
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  2. Martina

    aprile 26, 2017 at 5:16 pm Rispondi

    Che bello il tuo blog!
    Da segnalare a chi ha bambini piccoli! 🙂
    Complimenti!
    Baci
    Martina
    http://www.pinkbubbles.it

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    1. leggimiancora

      aprile 26, 2017 at 9:39 pm Rispondi

      Grazie mille del commento Martina! 🙂

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