Cappuccetto rosso

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Cappuccetto rosso: storia di una bambina dal cappuccio rosso, dolce ma un po’ ingenua

Cappuccetto rosso è una tra le fiabe dei fratelli Grimm più famosa, tradotta in molte lingue e oggetto di film, cartoni animati e rifacimenti di ogni genere!
La fiaba di Cappuccetto rosso qui illustrata e adattata ai bambini più piccoli e sensibili, racconta di una bambina dolce e carina, ma un po’ ingenua…

La morale di Cappuccetto rosso è attuale e vera, meglio tenerla bene a mente: mai parlare con gli sconosciuti!

Ah, un’altra cosa: date sempre retta alla mamma! Questa fiaba illustrata per bambini dei fratelli Grimm lo dimostra in modo chiaro e tondo! Leggiamola ancora insieme.

Nota: il finale di questa fiaba di Cappuccetto Rosso è modificato rispetto alla versione originale, appositamente per una lettura leggera e adatta a tutte le età.

Ascolta l’audiofiaba di Cappuccetto rosso letta da me! Scopri tutte le audiofiabe per bambini di Leggimi Ancora.


Cappuccetto rosso – fiaba dei fratelli Grimm adattata per bambini

Fiaba dei Grimm illustrata con i particolarissimi disegni di Sebastian Barreiro,
grande illustratore per ragazzi argentino. Trovate tutte le illustrazioni di Barreiro sul suo blog.

Cappuccetto rosso era una bambina gentile e vivace. Tutti la chiamavano così per via di una bella mantellina rossa con cappuccio, che la nonna le aveva regalato con tanto amore.
Cappuccetto e sua nonna erano molto legate, si volevano un gran bene.

Proprio per questo, la mamma di Cappuccetto rosso un giorno le disse: “Prendi questo cestino. Dentro ci sono un pezzo di focaccia, una fetta di crostata alle fragole e le tisane per la nonna. Da qualche giorno non si sente tanto bene e un po’ di cibo la ristorerà”.

Cappuccetto rosso era felicissima di poter andare a trovare la nonna. “Vado subito, mamma!”, esclamò felice, precipitandosi alla porta.
“Aspetta!”, la richiamò la mamma. “Obbedisci a tua mamma e tieni a mente quello che ti dico: segui sempre il sentiero e non ti avventurare nel bosco da sola. Non parlare con gli sconosciuti e vai dritta a casa della nonna, senza distrazioni!”
“Sì sì, sì sì!”, annuì Cappuccetto rosso, ma in realtà non aveva neanche sentito le sagge parole della mamma, da tanto che era impaziente di andare.
Ah, che ingenua vivace bambina!

Cappuccetto si incamminò per il sentiero, quand’ecco vide un coniglietto che saltellava nei cespugli lì vicini.
“Ma che carino!”, pensò la bambina, e si mise a inseguirlo dentro al bosco. Quando fu lì, vide dei bei fiori profumati e colorati e decise di raccoglierne un mazzolino per la nonna.

cappuccetto rosso fiaba

Piano piano, senza accorgersene, Cappuccetto si spinse sempre più dentro nel bosco, fino a che il sentiero non fu più visibile.
Davanti a lei c’erano solo alberi ed alberi tutti uguali. “Oh no, mi sono persa!”, disse Cappuccetto rosso.

Stava per mettersi a piangere, quando sentì una voce che chiedeva: “Ciao bambina, dove vai?”
“Ciao, vado da mia nonna, ma mi sono persa”.
“Dove sta di preciso questa nonna?”. A parlare era il signor lupo. Aveva degli abiti molto strani, che si faceva lui stesso (perché aveva l’hobby del cucito ed era davvero molto bravo!).
“Nella casetta in fondo al bosco, via dei Boscaioli numero 7”.
“Aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaah, ho capito!”, disse il lupo.

Quella a non aver capito era, invece, Cappuccetto: il lupo era così interessato alla nonna, perché aveva avuto l’idea di andarsela a pappare per pranzo.

“Ti indico io la strada!”. E così il lupo spiegò a Cappuccetto la via per ritornare sul sentiero.

Qualcuno si chiederà: perché il lupo non ha mangiato subito la povera bambina perduta?
Semplice! Il suo piano era quello di arrivare per primo dalla nonna, mangiarsela ben bene e poi aspettare Cappuccetto, per papparsi pure lei! Due in uno, insomma.

Quello che successe dopo fu assai strano!
Cappuccetto rosso aveva appena finito di ringraziare il lupo, che quello era sparito nel bosco. Con la sua super velocità aveva fatto una corsa attraverso gli alberi e in un battibaleno era arrivato a casa della nonna.

*  TOC TOC *

“Chi è?”, chiese la nonna.
“Sono la tua nipotina, Cappuccetto rosso. Mi apri, nonnina?”
La nonna era un po’ stupita da quella voce, ma comunque tolse il chiavistello alla porta ed aprì.
Non l’avesse mai fatto!
Il lupo entrò e se la pappò in un sol boccone. Poi si mise la sua camicia da notte, la cuffietta e perfino gli occhiali da vista della povera nonna. Si infilò nel letto e iniziò a leggere il libro che era sul comodino (se vi interessa, era il libro di Hansel e Gretel!).

Dopo un po’ di tempo arrivò Cappuccetto rosso.

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“Nonnina, mi apri? Sono Cappuccetto!”
“Certo, entra pure, la porta è aperta”, rispose il lupo.

“Ma che voce strana che ha la nonna!”, pensò Cappuccetto. “Vabbè, sarà per via del mal di gola”. Ed entrò.

Eppure la nonna aveva un aspetto un po’strano…
“Ehi nonnina, ma che orecchie grandi che hai!”, disse Cappuccetto.
“Per sentirti meglio, nipotina cara”, rispose il lupo.

“Che occhi grandi che hai!”
“Per vederti meglio, luce dei miei occhi”

“E che bocca enorme che hai!”
“Per mangiarti meglio!”, ruggì il lupo. Si sfilò camicia, cuffietta e occhiali e si mangiò Cappuccetto tutta d’un fiato.

Con la pancia piena, si addormentò e si mise a russare rumorosamente.

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* RoooooooooooooooOOOOOONF  RoooooooooooooooOOOOOONF *

Un cacciatore che passava di lì sentì questi rumori molto strani.
“Conosco la nonnina che vive in quella casa”, pensò il cacciatore, “E una vecchietta così per bene non può ronfare in questo modo!”

Notando che c’era qualcosa di strano, aprì la porta della casetta e, con sua grande sorpresa, si ritrovò il lupo addormentato nel letto della nonna! Aveva una pancia gigantesca!

Il cacciatore capì subito come stavano le cose: invece di sparare al lupo, prese un paio di forbici e gli aprì la pancia, mentre era addormentato.

Subito vide spuntare un cappuccetto rosso e Cappuccetto rosso uscì fuori tutta scombussolata. Dopo di lei, venne fuori la nonna.
“Mamma mia! Che avventura!”, esclamò la nonnina. “Era proprio buio là dentro”
“Eh già”, confermò la nipotina. “Adesso che ne facciamo del lupo?”.

“Ci penso io!”, disse il cacciatore. Prese delle grosse pietre e le mise dentro alla pancia del lupo e poi la nonna la ricucì per bene.

Quando il lupo si svegliò, sentì la pancia molto pesante e una gran sete.
“Questa nonna e la nipotina devono essere un po’ indigeste!”, pensò tra sé e sé, ed uscì a cercare un posto dove bere.

Camminava a fatica, lento lento. La sua super velocità era ormai un ricordo lontano!
Alla fine non ce la fece più e si tagliò la pancia per far fuoriuscire le due.
Con sua grande meraviglia, invece che la nonna e Cappuccetto, si trovò delle grosse e pesanti pietre.
“Oh, mannaggia!”, esclamò.
Se le levò una per una e poi (dato che era molto bravo a cucire) si ricucì da solo la pancia, che tornò piatta e ossuta come prima.

“Pensavo di ingannarle e invece, alla fine, sono stato fregato io!”, si disse il lupo.
Da quel giorno si dedicò al cucito a tempo pieno, diventando il calzolaio di tutta la foresta.
Almeno poteva andarsi a comprare il cibo in modo molto più sicuro!
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E Cappuccetto rosso che fine ha fatto?

Da quella brutta esperienza in poi, la bambina ascoltò sempre i consigli della mamma e dei suoi genitori.
Non parlò mai più con gli sconosciuti, soprattutto quelli che sembrano innocui, ma in realtà sono i più pericolosi.


Credo che la fiaba di Cappuccetto rosso sia un esempio per tutti noi, una delle storie dei fratelli Grimm più bella, versatile e apprezzata.
Voi come avete trovato questa versione illustrata della storia, con finale modificato?
Spero vi sia piaciuta! Valutatela con tante stelline 🙂 

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